sabato 17 novembre 2007

Legge elettorale, Vassallo: la proposta Veltroni crea un nuovo bipolarismo

La dichiarazione di Salvatore Vassallo ed in allegato l'editoriale pubblicato sul Corriere della Sera.


Roma, 12 nov – Un sistema con "due grandi partiti a vocazione maggioritaria, chiaramente antagonisti", che "non favorirebbe operazioni centriste" e che "penalizza i piccoli partiti senza cancellarli". Salvatore Vassallo, uno degli estensori della proposta di legge elettorale avanzata da Walter Veltroni, intervistato da L'Unità difende dalle critiche dei referendari il sistema suggerito dal segretario del Pd. Un sistema che crea un "nuovo bipolarismo", superando le coalizioni "forzose ed eterogenee" che hanno caratterizzato la seconda Repubblica. Dopo aver ricordato la sua partecipazione al movimento referendario, il costituzionalista bolognese spiega che i rischi paventati dai promotori del referendum "si attenuino molto, fino ad annullarsi, col sistema proposto. Il sistema tedesco ha il difetto di non produrre incentivi in senso bipolare e di dare eccessive rendite di posizione ai partiti di centro. Il nostro sistema non si limita a fotografare proporzionalmente il peso dei partiti, ma incentiva i grandi partiti a vocazione maggioritaria e penalizza i piccoli, senza per questo cancellarli di colpo con uno sbarramento fisso". E questo in virtù delle dimensioni delle circoscrizioni e del numero dei collegi al loro interno: con un esempio pratico, "un partito intorno al 5% può avere seggi anche se non supera quella soglia, ma deve sapere che difficilmente avrà più del 2% dei seggi". Quanto alla possibilità di intese tra i partiti dopo il voto, Vassallo riconosce che "potrebbe accadere che nessuna delle coalizioni identificate prima delle elezioni ottenga la maggioranza assoluta dei seggi. E' dunque possibile che sia necessario fare ulteriori accordi dopo il voto, partendo però dal riconoscimento che uno dei grandi partiti avrà vinto e sempre che non sia possibile per il vincitore dar vita a governi di minoranza". Insomma, gli elettori non sceglieranno più il governo? "Questo lo garantisce con certezza solo il premio di maggioranza o il maggioritario puro. Ma questi due sistemi hanno dato vita in Italia a un bipolarismo costrittivo, che non funziona".
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