lunedì 28 luglio 2008

MARINA SERENI: "NON POSSIAMO LIMITARCI AD UN'OPPOSIZIONE ATTIVA NELLE ISTITUZIONI. DOBBIAMO DAR VITA AD UN'OPPOSIZIONE NELLA SOCIETA'"


"Non possiamo limitarci ad un'opposizione attiva nelle istituzioni. Non ci possiamo far rinchiudere nel recinto che la destra vorrebbe e cioè di un'opposizione minoritaria, urlante nelle piccole piazze del nostro Paese. Non ci possiamo nemmeno far cucire addosso il vestitino dell'opposizione ragionevole che si limita ad emendare i provvedimenti del governo [...] Dobbiamo raccogliere ed interpretare il malessere e il malcontento che l'azione di governo sta producendo e tradurla in proposta alternativa [...] per questo il 25 ottobre il PD scenderà in piazza a Roma con una manifestazione nazionale per protestare contro l'azione di questo governo di centro-destra".
Queste le parole di Marina Sereni intervenuta nel dibattito "Libertà, democrazia ed istituzioni" di ieri sera, lunedì 28 luglio presso la Festa de l'Unità del PD di Fucecchio e coordinato dal segretrio PD Fucecchio Marino Lupi. La deputata, vicecapogruppo del PD alla Camera, ha sottolineato come sia necessario dar vita ad un'opposizione non solo in Parlamento ma anche nella società, tra la gente: il 25 ottobre sarà un modo per dare voce e visibilità a tutti coloro che non sono d'accordo con le azioni intraprese dall'attuale maggioranza di centro-destra e che hanno in testa un'idea diversa di governo e di società.
Nel suo intervento, Marina Sereni, cita Gustavo Zagrebelsky ed il suo articolo di pochi giorni fa su "La Repubblica"(La Costituzione ai tempi della democrazia autoritaria), parla dello "specchio rotto" di Scalfari e della "società a coriandoli" di De Rita. Se il centro destra cerca di dividere la società in piccoli gruppi frammentati, il compito del PD è quello di parlare all'intera comunità, di ricostruire nuovi legami sociali, di rimotivare lo stare insieme e la coesione sociale. L'opera di frammentazione che viene portata avanti, continua la Sereni, è funzionale alla politica di questo governo, che, con risposte semplicistiche, disorganiche e di emergenza, non idonee a risolvere realmente i problemi, alimenta volutamente e artificiosamente, con una comunicazione distorta, il senso di insicurezza presente nella società, indirizzandolo verso il rifiuto dell' "altro", del "diverso". Ma tutto questo è contrario ad una società fondata sulla libertà e l'uguaglianza: l'obiettivo primario del PD, al contrario, deve essere quello di restituire ai cittadini la fiducia nell' "altro" e nel futuro.
E questo, secondo la Sereni, è possibile garantendo nuova legittimità e forza alle istituzioni: dando nuovamente senso e legittimità alla Costituzione, prima di tutto.
E' necessario poi rendere le istituzioni più efficienti: dando centralità al processo di costituzione europea ed al Trattato di Lisbona; attraverso una riorganizzazione dello Stato nazionale che metta al centro gli enti locali e dia luogo ad una riforma dei diversi apparati (diminuzione del numero dei parlamentari, Senato federale, più forza al presidente del consiglio ed al governo); attraverso il federalismo fiscale solidale (garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza in campo sanitario, riduzione delle imposte statali a favore di una maggior autonomia fiscale degli enti locali , presenza di un fondo di perequazione in grado di bilanciare la differenza tra regioni più ricche e regioni più povere del Paese).
Infine alcune considerazioni sul Partito Democratico: "Il PD era in fasce quando è andato in guerra [...] Non possiamo dire di aver affrontato la campagna elettorale avendo un partito già costruito. Avevamo un'idea di partito, avevamo una straordinaria esperienza di partecipazione alle spalle come quella delle primarie, certamente non un partito adulto". E conclude sottolineando come il PD debba porre tra le sue priorità quella di restituire ai cittadini il potere di scelta attraverso una generalizzazione del metodo delle primarie; come, infine, il PD debba ripartire dalle nuove generazioni, debba mettere il partito e le istituzioni in mano ai giovani.

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